giovedì 18 aprile 2013

che poi uno dice...


(no democratic? no party!)




Partito Democratico:
essendo erede (indegno) dei due principali partiti storici italiani (Partito Comunista Italiano e Democrazia Cristiana) pur avendone perso consistenti pezzi, in mancanza di un leader carismatico a destra, è destinato ad essere il partito con più voti.
Le primarie non dovrebbero sconvolgerne la sostanza, chiunque sia a prevalere e qualunque sia la scelta d'alleanza, ovvero una certa difficoltà a prendere decisioni e si confermerà uno scollamento tra vertice e base.
emiciclo 7 novembre

Centro-Sinistra:
loro le primarie per il leader le hanno fatte, ora devono essere rapidi a fare le primarie per gli altri candidati,  poi basterebbe essere coerentemente e coraggiosamente una coalizione di Centro-soprattutto Sinistra così come emerso dalla volontà dei partecipanti alle primarie.
A quel punto salvo (non impossibili e improbabili) stravolgimenti eclatanti almeno primi al traguardo dovrebbero arrivarci, poi il fatto di riuscire a governare agevolmente è un altra questione.
riemiciclo 10 dicembre


Il Centro-Sinistra si presenta con lo schieramento più numeroso e meglio equipaggiato, il loro generale è stato designato da tempo per acclamazione popolare e hanno praticamente la vittoria in tasca benché con qualche margine di rischio su certi fronti.
Tuttavia l'aver cominciato in largo anticipo (quando ancora non si conosceva il campo di battaglia e con chi ci si sarebbe sfidati)  pone il rischio, faccio un cambio di allegoria, di trasformare una possibile fuga trionfale in una vittoria per volata o quasi.
tremiciclo 8 gennaio

Le gambe non girano più”
Fino a pochi giorni fa non c'era alcun dubbio che Bersani e tutto il Centro-Sinistra sarebbe stato il prossimo a governare l'Italia, poi qualcosa è cambiato e adesso non c'è nulla di certo e il rischio di trasformare una possibile fuga trionfale in un arrivo in volata si fa sempre più evidente.
Di chi può essere la colpa è presto detto, non va cercata al di fuori della coalizione stessa, in queste settimane ci sono state una serie di azioni e di messaggi ambigui che ne stanno minano la credibilità ma non si deve escludere che il danno principale provenga proprio da quello che fino a questo momento è stato l'orgoglio sbandierato ai quattro venti, ovvero le primarie.
Farle mesi fa senza conoscere ancora la legge con cui si andava a votare e soprattutto senza avere la minima idea di chi sarebbero stati i contendenti
sta diventando un boomerang.
Forse le primarie vanno ripensate a meno che non le abbiano pensate così apposta...
emiciclone 8 febbraio

il PD ha elettoralmente vinto “ma anche” politicamente perso.
Dal punto di vista strettamente elettorale, nel breve, dovrà essere chiamato a guidare (almeno a tentare) il governo, in una prospettiva più lontana dovrà seriamente ripensare al proprio futuro cominciando da un totale rinnovamento della propria classe dirigente fino ad arrivare al proprio scioglimento considerando fallita l'esperienza.
Ci sarà una parte che naturalmente andrà a incontrarsi con la destra moderata attualmente rappresentata da Monti e ci sarà una parte (più consistente) che potrà e dovrà dare vita a una possibilissima alleanza con SEL e RC (queste formazioni eventualmente in forme diverse da quelle attuali)
Un'alleanza a cui secondo logica potrebbe aderire anche il M5S, il quale dovrà per forza di cose evolversi dallo stato attuale, ovvero attuare una scelta di campo: o a destra o a sinistra.
E considerando attendibile lo schema 
sembra abbastanza possibile una nuova sinistra e sottolineo nuova.
olcicime 26 febbraio


...l'avevo detto
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