mercoledì 23 gennaio 2013

e viaz

(37)


Le cose per Julius si misero decisamente male fin dal suo ingresso in classe, l'unico banco rimasto libero era in primissima fila. quello attaccato alla cattedra a bella vista dei professori e di tutti gli altri studenti, l'unico tra l'altro non accoppiato, solitaria struttura di formica, truciolato e ferro in quella terra di nessuno che era il campo di battaglia nelle guerra tra professori e alunni.
La prima ora di lezione fu tenuta dalla Professoressa Gambottini un ologramma di statura bassa e corporatura decisamente anoressica, occhiali da vista calati su un naso aquilino, due ampi pendenti a ornare le orecchie, tailleur color crema rancida, calze a rete e tacchi a spillo che a stento servivano a dissimulare la scarsa altezza, per il resto la Professoressa Gambottini si distingueva per la voce stridula e la tipica stronzaggine con cui teneva in riga intere classi, spesso contemporaneamente.
Grammatica, storia, geografia erano le materie che insegnava la Professoressa Gambottini, appena apparve sulla poltrona dietro la cattedra tutti gli scolari scattarono in piedi in un tripudio di “Buongiorno Professoressa”, solo Julius fece appena un gesto con la mano accompagnato da un tiepido “Ciao Prof”, per questo si prese la prima nota sul registro di classe, dopo appena dieci secondi di scuola.
La seconda nota arrivò quando fu l'ora, per ogni alunno, di mettere mano al proprio nero, per cominciare a scrivere il dettato, ovviamente tutti all'unisono come un plotone militare alla parata della festa nazionale estrassero i loro Nero con la sinistra e in punta di indice cominciarono a trascrivere ciò che l'ologramma della Gambottini emetteva.
Julius rimase con le mani in mano guardandosi attorno.
L'ologramma della Professoressa prese una strana colorazione, dopo poco sparì.
Immediatamente apparirono a circondare tutta l'aula una schiera di U.P.N.D. Con scope d'ordinanza pronte all'uso e abuso contro chiunque intendesse alzarsi dal banco.
Senza farlo apposta l'unico che ebbe quell'istinto suicida fu Julius, l'unico perché gli altri erano completamente alienati davanti ai reciproci Nero, quella cosa oltre a costargli una sagginata sulla schiena gli costò la terza nota e l'espulsione immediata dalla scuola.
Quella sera stessa mentre Julius fu invitato ad andare sotto le coperte dopo carosello, ci fu una riunione di famiglia tra Pavol, Aziz e Arlot, riunione che si concluse a notte fonda nel laboratorio del Signor Budellazzi.
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