sabato 5 novembre 2011

come Pierino


(dittatura fai da te)



credo sia capitato un po' a tutti quelli che si interessano di politica, compresi quello che lo fanno di mestiere, immaginare di poter cambiare le cose da soli trasformandosi per un attimo nel Pierino Brunelli della situazione, ovvero nella figura di un dittatore da macchietta in verità incapace di agire in tal senso.
Forse perché la forma di governo migliore è la dittatura, ma solo quella in cui ognuno di noi è il dittatore e d'altra parte la storia insegna che i grandi cambiamenti spesso sono avvenuti tramite un colpo di stato o per la rivoluzione che prima o poi ne è succeduta.
In questo periodo particolare si sente spesso parlare di cambiare la legge elettorale, di abolire le province, di eliminare i privilegi del fare politica, ma mi chiedo se tutte queste cose sono veramente necessarie o è piuttosto auspicabile un diverso modo di considerare il fare politica.
Penso infatti che i problemi non stiano nelle cose ma nelle persone, perché se queste ultime sono incapaci o abusano del ruolo che ricoprono riescono a essere dannose con qualsiasi legge elettorale, fermo restando che solo una legge elettorale dove si dia un'ampia e libera possibilità di scelta all'elettore darebbe più garanzie, come credo che la politica debba essere innanzitutto servizio e per esserlo pienamente deve operare vicino alla gente per cui piuttosto che abolire le province sarebbe più sensato abolire le regioni, quanto ai privilegi, quella è tutta un'altra storia risolvibile solo tramite una singola e comune presa di coscienza che coinvolga eletti ed elettori.


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