mercoledì 1 febbraio 2017

I° bilancio 2017

Ho iniziato l'anno dichiarando di avere dei progetti, è passato il primo mese ed è già ora di fare un primo bilancio. I progetti che ho riguardano quello che so fare, quello che so essere, quello che posso fare, quello che posso essere. Cioè riguardano soltanto progetti che io voglio realizzare, perché li sento miei, perché so che ho le facoltà e le possibilità di realizzarli, non mi interessano progetti utopici o che consistono in qualcosa che è avulso da me.
Dunque una delle cose che mi è sempre piaciuto fare è disegnare, tipo che quando ero piccolo alla domanda: cosa vuoi fare da grande? rispondevo: il pittore. Poi quando è stato ora di decidere mi sono fatto influenzare dalle situazioni. Io, però, non ho mai smesso di provare piacere nel disegnare e ho avuto anche occasioni per dimostrarlo e per essere apprezzato. Ma non ho mai coltivato abbastanza seriamente questa passione. Quindi uno dei progetti che ho è disegnare, disegnare, disegnare, non importa come e non importa cosa, l'importante è disegnare, magari riuscire a realizzare dei quadri da esporree/o fare qualcosa con cui possa guadagnare.
Un altro progetto che riguarda una cosa che mi piace fare ma pochissimi sanno è scrivere nel senso che io ho abbastanza fantasia per scrivere poesie (ne ho qualcuna pronta) e racconti e di racconti ne ho proprio uno in mente da parecchio tempo che tra riscritture e blocchi delle scrittore non sono mai riuscito a portare avanti. In questo mese, però, sono riuscito a trovare il tempo e soprattutto l'ispirazione e così oltre a ricontrollare le prime 40 cartelle ne ho realizzate altre 50 (tutte fitte, oltre 24000 parole). Non so ancora quante ne mancheranno perché scrivo di getto ma a occhio sono verso la fine del racconto. Il punto è cosa fare una volta che ho finito di scriverlo (non sto a dire di cosa si tratta, comunque è di pura fantasia, tanta fantasia): cercare di farci un libro? ovvio, ma come?
Il terzo progetto che ho, non c'entra molto con i primi due ed è quello più importante, cioè non che gli altri non lo siano ma questo lo è di più perché non riguarda me sul fare ma me sull'essere, ed è il diventare Maestro Reiki. Questo mese ho appena cominciato il cammino per riuscirci e il fatto di averlo cominciato è già una cosa buona che mi da fiducia. Intanto mi piacerebbe fare già qualcosa col Reiki, cose che posso e so fare, ma bisogna essere almeno in due, io e qualcun'altro.
A parte questi progetti, gennaio è stato un mese difficile soprattutto per una situazione a cui tengo tantissimo e che ancora non sono riuscito a risolvere. Per capire e per capirmi in questo mese mi sono letto tre libri (2 letti il 3° in lettura): "Il magico potere di sbattersene il ca**o" di S. Knight, "Il mondo dei desideri - 101 progetti di libertà" di I. Sibaldi e "Maestri invisibili - come incontrare gli Spiriti guida" sempre di I. Sibaldi. Libri interessanti perché fanno vedere le cose da una prospettiva diversa da quella abituale, Peccato che cercando di allineare il proprio pensiero, il proprio vivere a quello che si ritiene essere il messaggio di suddetti libri, quando ci si trova a relazionarsi con gli altri viene il dubbio: sono avanti io e gli altri sono indietro o io non ho capito niente di quello che ho letto?

Per concludere mi sono estratto un carta dei tarocchi ed'è venuta fuori "la morte" carta che indica la fine di qualcosa, una trasformazione, un cambiamento, di solito non indolore. Una carta che d'istinto fa paura, anche a chi come me sa di esserci già passato. Ci si consola con la prospettiva che dopo una morte c'è sempre un parto. 
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