venerdì 22 febbraio 2013

civilmente rivoluzionario

(#iocisto)


C'è una cosa di cui sono abbastanza convinto, gira e prilla, politicamente le persone possono essere divise in persone di sinistra e in persona di destra, perché ci sono modi di pensare e di agire di sinistra e ci sono modi di pensare e di agire di destra.
Semplicemente o sinistra o destra, con tutti i vari moderatismi ed estremismi possibili in questione.
Io sono una persona di sinistra, quindi la mia scelta tra i partiti che si presentano a queste elezioni politiche non può prescindere dal prendere in considerazione tutti quei partiti riconducibili a un'idea di sinistra, ovvero:
Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà, Centro Democratico, Rivoluzione Civile e anche Movimento 5 Stelle.
Riguardo al Movimento 5 Stelle (pur partecipando all'epoca al primo V day in Piazza Maggiore a Bologna) non l'ho mai preso seriamente in considerazione perché ritengo che il movimento nei modi di fare del suo megafono Beppe Grillo e negli atteggiamenti conseguenti di una larga maggioranza dei propri attivisti stia perdendo quella connotazione di sinistra delle origini, assumendone una di destra, dando vita a un ibrido a cui non ritengo di aderire.
La coalizione Italia Bene Comune che comprende PD, SEL e CD ha catturato il mio interesse per un lungo periodo in cui ancora non si conoscevano le condizioni in cui si sarebbe votato e ancora non era completo il quadro delle possibilità concesse nella scheda elettorale.
Da persona di sinistra non disinteressata alla politica ho partecipato convintamente alle primarie sia al primo turno (votando Vendola) che al secondo turno (votando Bersani), nel frattempo le cose sono cambiate, da una parte la coalizione stessa ha cominciato ad avere un atteggiamento ambiguo prendendo in considerazione un'alleanza post elettorale con la destra Montiana e trovandosi al suo stessi interno non coesa.
Dall'altra parte è emersa al di fuori di questa coalizione la realtà di Rivoluzione Civile alla quale, c'è da dire, prestavo attenzione già dai tempi in cui si trovava a un livello più che embrionale (Abbiamo un Sogno).
Si dice in giro che al fine di far governare la sinistra l'unica possibilità è scegliere un partito all'interno della coalizione Italia Bene Comune, ma quale sinistra sarebbe questa? Una sinistra in cui mi riconosco pienamente? Sinceramente no.
Il voto al PD rischia di essere un voto dato soltanto alla forma, bella l'idea delle primarie, bello il simbolo senza il nome del leader e poi ...c'è poca sostanza di mio interesse che non si possa ritrovare in maniera più incisiva per esempio in Sinistra Ecologia Libertà.
Ma Sinistra Ecologia Libertà cosa offre in rapporto al Partito Democratrico?
Considerando che la differenza di percentuale ottenuta rischia di essere abissale, con tutto ciò che concerne la linea che potrà prendere la coalizione, SEL sarà per opportunismo fedele in qualsiasi caso alla coalizione oppure finirà per far prevalere gli ideali? Sinceramente non lo so.
Per questi motivi ho scelto di dare il mio appoggio e il mio voto a Rivoluzione Civile, perché non m'interessa di dare un voto utile io voglio dare un voto libero e sincero, voglio votare un partito che propone gli ideali e  i contenuti nei quali mi riconosco pienamente, un partito formato da persone con una storia simile alla mia.
Non m'importa se Rivoluzione Civile è un partito non privo di difetti (ho qualche dubbio sulle modalità col quale si è formato e anche sul simbolo) ma come dice Michele Dotti (candidato in posizione semi eleggibile in RC, artefice principale del mio interesse per Rivoluzione Civile e col  quale esiste una reciproca conoscenza personale) “se aspettiamo la perfezione per fare qualcosa temo proprio che non faremo mai nulla... e a rimetterci saranno, come sempre, i più deboli.”

Posta un commento