giovedì 4 ottobre 2012

Il videogioco, la svizzera, la benzina, pantani e dieci coppie di svedesi


(incubi che si ricordano)
Finire dentro a un videogioco precipitare in una specie di silos, non riuscire ad entrare dentro a una porta per passare di livello ed essere eliminati o passare dalla parte dei cattivi, non ricordare. Il problema di dover andare in Svizzera ed essere indecisi se è meglio prendere la corriera, l'aereo oppure andarci in automobile, scegliere la corriera e rendersi conto che sta andando in Molise. Ritrovarsi con l'automobile azzurra maldestramente verniciata di bianco solo perché inavvertitamente lasciata parcheggiata davanti a un'officina, con le quattro frecce accese e una porta non chiusa bene, fortunatamente mi vien detto che sia sufficiente passarci sopra delicatamente con un po' di carta per farla tornare come prima ma non è che c'è proprio tanto tempo, inoltre l'auto è anche a secco, ritrovarsi con due pompe di benzina dentro l'abitacolo, una moderna e una abbastanza vintage, per quello moderno ci vogliono i soldi, l'altro no e funziona, almeno sembra. Alla tivù stanno trasmettendo una tappa di montagna del Giro d'Italia, c'è il gruppo allungato in discesa, non conoscere assolutamente nessuno, riconoscere solo Pantani, con addosso una maglia rosa antico, se la sta cavando più o meno bene a metà della fila, non si sa perché c'è Pantani, non  dovrebbe esserci, ha smesso da anni, cioè proprio non c'è più. Svegliarsi, uscire che è mattina presto mentre in un giardino poco lontano stanno premiando dieci coppie di svedesi. Sentire un rumore e sta volta svegliarsi sul serio.
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