giovedì 14 ottobre 2010

los 33

(La Fenice rinasce dalle ceneri cresce ogni volta)

Quando l'Uomo raggiunse la Luna quel 20 luglio 1969 io non ero che un'ipotesi e mi sono perso quel momento che sicuramente ha emozionato i molti davanti al televisore, uno di quelli che per cambiare quei 2 canali toccava alzarsi dal divano, di quelle magari ancora con le valvole che quando si accendeva lo schermo si vedeva tutto esclusivamente in bianco e nero e i colori si potevano solo intuire o immaginare.
In tutti questi anni di cose ne sono successe moltissime che a volerle ricordare si dimentica sicuramente qualcosa però credo di non sbagliarmi di molto se considero ciò che sta succedendo in questo 13 ottobre 2010  in Chile mille volte più importante di quel lontano 20 luglio.
Certo quel giorno l'uomo conquistò la Luna, un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l'umanità, ma in fondo non era,, appunto, nient'altro che brama di potere, sete di conquista, bisogno di possedere, era soltanto un'altra tacca dopo la scoperta dell'America, la scalata dell'Everest, il raggiungimento dei Poli, eccetera, eccetera.
Beh questa volta si tratta di tutta un'altra storia,qui si vede la grandezza dell'Uomo da tutti i punti di vista non ultimo la capacità di aiutarsi nei momenti di difficoltà, un vero e proprio miracolo in questi tempi di individualismo sfrenato.
Qui si tratta di 33 persone considerate morte che rinascono, si tratta di feti che a un certo punto ti accorgi che ci sono perché li senti muovere nel ventre di madre terra e poi dopo un lungo travaglio finalmente vengono partoriti uno dopo l'altro, tutti gemelli.
Poter guardare tutto questo grazie a Internet, senza gli inutili commenti televisivi, sentendo solamente il tlank tlank della capsula Fenix che sbatte sulle pareti di roccia mentre torna su dalle viscere della terra, sentire gli applausi, le grida e i canti di gioia dei soccorritori, vedere i volti sorridenti dei mineros appena la capsula si apre, le lacrime di gioia e i baci appassionati di mogli, compagne e figli è ogni volta una riconciliazione con la vita
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