venerdì 15 ottobre 2010

F factor

(my personal PIMPI)

Se chiedete a chiunque cos'è il PIMPI, quasi tutti vi risponderanno che è quella specie di porcellino rosa che fa parte dei personaggi della serie Winnie The Pooh, pochi vi risponderanno che si tratta di uno dei tanti premi organizzati dal MEI (meeting degli indipendenti) che ogni anno vengono assegnati a musicisti della scena musicale indipendente italiana.
Il PIMPI (Premio Italiano Musica Popolare Indipendente) è appunto il premio assegnato alle migliori produzioni di musica folk ed etnoword del 2010 che quest'anno è alla sua prima edizione e proprio in questi giorni sono stati resi noti i vincitori.
A me in quanto organizzatore del festival La Musica nelle Aie è stato dato l'onore di far parte della giuria che ha deciso chi meritava di essere premiato, i risultati finali come a volte capita non sono stati corrispondenti a quanto da me indicato, ma questo fa ovviamente parte del gioco e i musicisti premiati sono meritevoli del riconoscimento, volevo comunque parlare un po' delle mie segnalazioni perché le ritengo delle produzioni assolutamente valide che meritano ascolto e attenzione.
Miglior produzione Etno/Folk revival a Gattamolesta con Czeleste: con il loro urban-folk sono probabilmente una delle non molte realtà indie-folk italiane che ben figurerebbero anche all'estero.
Radiodervish con Lino Minafra e Banda di Sannicandro di Bari con Bandervish: i Radiodervish che già andrebberi considerati il miglior gruppo etnopop italiano colorano una serie di loro brani con i suoni di una banda di paese hanno colorato una serie di loro brani
Peppe Voltarelli con Una Notte a Mala Strana: già leader dei Parto delle Nuvole Pesanti, Voltarelli è tra i massimi rappresentanti del cantautorato folk in Italia, quest'ultima sua opera lo conferma in pieno.
Miglior produzione tradizionale a La Carampana con Archi di tempo: 20 anni di storia e finalmente ecco il loro primo disco, le musiche e i balli della Romagna contadina, prima che il Liscio moderno e le orchestre spettacolo prendessero il sopravvento, qualcosa che rischiava di essere per sempre perduto ed invece eccolo qua. Gli amanti delle musiche tradizionali devono avere assolutamente questo CD nella propria disco-teca.
Miglior gruppo per me sono i Radìs, potevo certamente sceglierne altri e di più famosi ma un gruppo che al suo primo anno di vita fa tantissimi concerti, con un pubblico sempre eterogeneo come raramente capita di vedere, un pubblico che soprattutto diventa ogni volta protagonista merita di essere tenuto d'occhio.
Miglior autoproduzione, qui ho preferito astenermi, tra le proposte che avevo sottomano pur essendoci qualcosa di fatto bene non ho trovato nulla capace di emozionarmi.
Miglior abum d'esordio Slow Migration dei  Roggiu De Mussa Pin_A, non li conoscevo, li ho scoperti proprio mentre cercavo qualche gruppo valido da premiare e quando ho sentito le prime note del primo brano che ho ascoltato me ne sono subito innamorato, il resto non ha fatto che confermare la primissima impressione, 5 musicisti con la M maiuscola per una musica con cui "volare alto".
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