lunedì 12 gennaio 2015

bismillah

L'Italia (e il Vaticano) per vari e noti motivi è un paese in cui esiste un potenziale rischio di attentati di matrice islamica, anzi secondo le convinzioni più fataliste più che un rischio c'è una certezza.
Ora, prima di preoccuparsi del dove, del quando e del come potrà accadere non vi incuriosisce sapere perché non è ancora accaduto?
A me sì e provo a buttare giù qualche ipotesi strampalata:
In Italia c'è una rete di controlli e sicurezza particolarmente efficace.
In Italia esiste un filtro  attivato dalle organizzazioni criminali locali che non permettono ad altri fuori dal loro controllo di delinquere.
Chi organizza i terroristi islamici è gente matta ma non del tutto, cioè sa benissimo che un attentato in Italia (e soprattutto in Vaticano) provocherebbe una reazione mondiale (anche in ambienti islamici) che non potrebbero e saprebbero contrastare.
In realtà non esistono i requisiti per motivare anche  un singolo o un gruppo limitato di fanatici fondamentalisti a organizzare e mettere in atto un attentato in Italia (e in Vaticano)
Spiego: in questi anni c'è stata un'evidente differenza tra gli attentati messi in atto in zone già islamizzate e quelli messi in atto in occidente dove si è partito da New York per poi passare da Madrid e Londra fino ad arrivare attraverso altri episodi minori con una nuova organizzazione (prima Al Qaeda ora ISIS) a Parigi; ebbene nessuno degli attentati in occidente ha avuto come target un obiettivo dichiaratamente Cristiano/Cattolico. Come mai? 
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