martedì 8 gennaio 2013

tremiciclo

(analisi e previsioni politiche)




Ci siamo quasi, gli eserciti e i rispettivi generali sono praticamente schierati ai bordi del campo di battaglia, pronti a darsele di santa ragione.

Da destra si presentano a braccetto (come previsto) la Lega e il PDL, ognuno mercenario dell'altro.
Il loro generale, ancora quello vecchio e ormai inservibile si presenta travestito da colonnello, a dimostrare che non cerca la vittoria ma piuttosto la distruzione degli altri, come un Sansone contro i Filistei.
I leghisti sembrano più interessati a conquistare maggior potere nelle proprie terre (in un'altra battaglia che si svolgerà contemporaneamente) che a conquistarne altre (sapendo già di non riuscire a conquistarle), così non va escluso un certo astensionismo da parte loro.
I pidiellini (quelli ancora rimasti fedeli a “mamma oca”) potranno forse essere rimpolpati da qualche ex astenuto dell'ultima ora.

Quelli di Centro-Destra invece si sono messi tutti insieme, capitanati da un generale (appena abdicato re) che fino a pochi giorni prima affermava che non sarebbe mai entrato in battaglia.
Questo è lo schieramento dei poteri palesi e anche dei poteri occulti: c'è l'imprenditoria, c'è la finanza, c'è il clero, c'è la massoneria e probabilmente ci sono anche i militari.
I votanti (il popolo) sono un'altra cosa e probabilmente il Centro-Destra non riuscirà a vincere...ma tanto quelli vincono lo stesso...

Il Centro-Sinistra si presenta con lo schieramento più numeroso e meglio equipaggiato, il loro generale è stato designato da tempo per acclamazione popolare e hanno praticamente la vittoria in tasca benché con qualche margine di rischio su certi fronti.
Tuttavia l'aver cominciato in largo anticipo (quando ancora non si conosceva il campo di battaglia e con chi ci si sarebbe sfidati)  pone il rischio, faccio un cambio di allegoria, di trasformare una possibile fuga trionfale in una vittoria per volata o quasi.

A Sinistra  più che  un esercito organizzato sembra di vedere una massa informe di popolo armato di quel poco in loro possesso, non hanno un generale ma piuttosto un capo a cui fare riferimento.
La nascita di uno schieramento dal nome evocativo come Rivoluzione Civile, potrebbe risolversi in una sorpresa capace di cambiare, seppur marginalmente, l'esito della battaglia.
Ipotizzare altri 5 anni senza la presenza in Parlamento delle istanze tipiche della sinistra pura e dell'ecocivismo è impensabile e la situazione è totalmente diversa da quella di 5 anni fa.

Poi c'è un esercito che si presenta senza Generale in campo, sicuro di non perdere e sicuro di non vincere.
Il Movimento 5 stelle dopo un periodo di massima visibilità ne sta perdendo proprio nel momento più importante, e complici anche le alternative possibili che vanno a delinearsi tenderà ad ottenere un risultato non paragonabile alle aspettative di pochi mesi fa.

Sono le ultime settimane, finalmente con qualcosa di più chiaro ovvero che rimane una grande incertezza sul futuro tanto che non sono da escludere rivoluzioni o piuttosto “golpe” più o meno cruenti.
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