mercoledì 7 novembre 2012

emiciclo


(analisi e previsioni politiche)


"Fatta l'America" adesso toccherebbe a noi,
vediamo, dunque, l'attuale quadro politico italiano partendo da destra:

La galassia dei partiti e movimenti di estrema destra e neofascisti quali Forza Nuova, Casa Pound,..:
questi dovrebbero mantenersi su valori marginali, giusto da poter dire che esistono.

Lega Nord:
per “cause dipendenti dalla sua volontà” ha diminuito il suo valore, ora tutto dipenderà da quale scelta farà tra: allearsi, agire in totale autonomia, non partecipare a elezioni a livello nazionale (pre)occupandosi soltanto del Nord.
Qualora la scelta finisse per essere la terza, il quadro generale potrebbe venir sconvolto in maniera nettamente maggiore di quanto lo sia già.

Popolo della Libertà:
nonostante le primarie (cosa che non fa assolutamente parte della cultura della gente di
destra, abituata a seguire un leader carismatico non a sceglierselo) nelle quali c'è da aspettarsi di tutto e di più o piuttosto l'assoluto nulla,  questo è un partito a tempo e il suo tempo sta inequivocabilmente scadendo.
Probabilmente si disintegrerà in vari frammenti, dei quali il più consistente continuerà a far riferimento a Berlusconi e che forse finirà per riallearsi con la Lega Nord (ma non è detto con lo stesso consenso passato), mentre gli altri frammenti finiranno per disperdersi e perdersi, fino ad annullarsi in altri partiti.

Partiti di Centro-Destra (liberali, conservatori, …) ovvero i vari Futuro e Libertà, Movimento per le Autonomie, Unione di Centro, ...
A parte l'Unione di Centro, presi uno a uno valgono quasi niente,  insieme possono essere l'ago della bilancia ma dovranno necessariamente scegliere da che parte stare e allo stato attuale delle cose non esiste nessuna possibilità concreta. (tranne forse L'Unione di Centro col Partito Democratico).
Sempre che non ci siano stravolgimenti, condizionamenti e pressioni dall'esterno, tali da ipotizzarne una crescita esponenziale fino all'autosufficienza.

Partito Democratico:
essendo erede (indegno) dei due principali partiti storici italiani (Partito Comunista Italiano e Democrazia Cristiana) pur avendone perso consistenti pezzi, in mancanza di un leader carismatico a destra, è destinato ad essere il partito con più voti.
Le primarie non dovrebbero sconvolgerne la sostanza, chiunque sia a prevalere e qualunque sia la scelta d'alleanza, ovvero una certa difficoltà a prendere decisioni e si confermerà uno scollamento tra vertice e base.

Sinistra Ecologia e Libertà:
il suo potenziale dipende quasi totalmente dal carisma di Vendola e in ogni caso può emergere solo se alleato con il Partito Democratico, qualsiasi altra alleanza che non comprende il Partito Democratico riduce enormemente il suo potenziale.

Italia dei Valori:
è un partito che sta perdendo la sua ragione di esistere, sopravviverà ancora un po' ma a fatica.

Federazione della Sinistra:
potrebbero essere speculare e paragonabile ai partiti di estrema destra se non ce ne fossero di ancor più estremi a sinistra.
Non potrà più valere qualcosa, nemmeno se alleata a tutti gli altri partiti a sinistra del Partito Democratico.

Ecologisti e Reti Civiche:
sconta l'handicap di non avere visibilità e di basarsi su principi comuni ad altri partiti, ma con il pregio di essere l'unico partito che realmente nasce dal basso (e il difetto di non avere un leader carismatico) che se  riuscisse ad emergere dall'anonimato potrebbe essere quel quid in più necessario.
Come Sinistra Ecologia e Libertà e gli altri partiti di sinistra può accrescere il suo potenziale solo se alleato col Partito Democratico, allo stesso modo in caso di diaspora da quest'ultimo sarebbe uno dei potenziali e naturali approdi.

Movimento 5 Stelle:
finché rimane un movimento di protesta e proposta tutto va bene e può solo guadagnare consenso ma presto verrà il momento delle decisioni e della responsabilità, allora sarà facile veder emergere i contrasti e i difetti.
Perderà consenso.


Pur non tenendo conto di tanti altri piccoli partiti il quadro che si presenta dimostra l'impossibilità di ridurre la politica italiana in due schieramenti contrapposti.
La frammentazione induce ad alleanze di governo costantemente a rischio, situazione tra l'altro amplificata da “gli astenuti”
Il perché di una cosi netta maggioranza di non votanti dovrebbe far riflettere molto e tra le cause si potrebbero indicare principalmente:
la sfiducia nei politici,
la perdita della cultura ideologica.
(Ai tempi della Prima Repubblica un'astensione così non era nemmeno immaginabile e un motivo ci dovrà pur essere).
Concludendo, non sono da escludere rivoluzioni o piuttosto “golpe” più o meno cruenti.















Posta un commento